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Debiti e "munnezza" La Campania dei record al contrario


Rifiuti e debiti. La Campania dei record all’incontrario. Napoli e provincia affogano in 9000 tonnellate di spazzatura abbandonata sui marciapiedi. E se entro un mese non si trova un rimedio – leggi discariche anche nelle altre province campane – , secondo il presidente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella che ieri ha tenuto audizioni in prefettura, c’è il rischio di un “disastro ambientale”. Quello economico, invece, potrebbe essersi già compiuto. È fresca di stampa la relazione dei due ispettori del ministero dell’Economia spediti per due mesi a Napoli da Giulio Tremonti per fare le pulci ai conti della Regione Campania dopo lo sforamento del patto di stabilità deliberato dalla uscente giunta Bassolino. Sforamento che l’assessore regionale al Bilancio Gaetano Giancane ha quantificato in commissione regionale in circa 447 milioni di euro.

Mentre gli ispettori hanno messo nero su bianco che l’indebitamento complessivo rappresentato da mutui, crediti e obbligazioni nel periodo tra il 2005 e il 2008 è passato da due miliardi e 800milioni a 5 miliardi e 340milioni, schizzando in avanti dell’89,8%. L’esposizione complessiva, secondo alcuni analisti, potrebbe essere superiore ai 12 miliardi di euro. Il dossier ministeriale è composto da 236 pagine e 5 allegati, ed è stato trasmesso al Governatore Stefano Caldoro, al premier Silvio Berlusconi e alla Corte dei conti. Severe le critiche mosse dagli ispettori alla gestione dell’ente di Palazzo Santa Lucia. Nove le criticità emerse e puntualmente elencate in una nota di accompagnamento. La principale consisterebbe nel costante utilizzo dell’indebitamento per il finanziamento di spese che non costituiscono un investimento, una procedura che la legge vieta. In parole povere: i relativi fondi sarebbero stati impiegati per fiere, sagre, promozioni, sostegno a film e fiction, alcuni di pregio (“Il Divo”), altri un po’ meno.
E così 2 milioni e 730mila euro sono stati utilizzati per partecipare al Vinitaly, a fiere a Essen, Berlino, Norimberga, Dusseldorf, Copenaghen, al Vinexpò di Bordeaux. Altri 6 milioni e mezzo di euro di debiti sono stati fatti per finanziare una sfilza di ‘Eventi in… Campania’ tra i quali il Maggio dei Monumenti (650mila euro), L’Impero dell’Arte, l’Iran da Dario a Farah Diba (600mila euro), la Piedigrotta 2008 (1milione e 200mila euro) e così via. E una sfilza di contributi per premi, cerimonie, sfilate di moda, piccoli e medi festival di paese e di provincia.

Ma uno dei buchi più profondi si è scavato nella gestione delle 21 società partecipate regionali (erano più di 30 fino a pochi anni fa). Una gestione che ha prodotto circa 52 milioni di perdite di euro nel 2008, di cui quasi 37 provenienti dalle sei società del trasporto pubblico locale.

Come uscirne fuori? Gli ispettori provano a dare qualche suggerimento. Eliminare dai bilanci tutti i crediti inesigibili per fare chiarezza nei prospetti. Controllare le fonti di spesa, e in particolare quella sanitaria. Revisionare “l’universo di società ed enti a qualunque titolo partecipati”. Con un obiettivo che appare un miraggio: riequilibrare i conti in profondo rosso.

Dal Fatto Quotidiano del 17 novembre 2010


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