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Campania., la monnezza torna ad invadere le città ma nessuno ne parla


Di Nicola Sorrentino: La Campania è di nuovo sommersa dai rifiuti, una parte almeno. Il motivo è semplice quanto preoccupante: gli stipendi ai 1268 dipendenti del Consorzio unico di bacino di Napoli-Caserta non vengono pagati dal mese di Febbraio. I dipendenti prontamente hanno interrotto la loro attività iniziando uno sciopero che fa male alla città, ma giustificato anche dall'altra parte. Lo sciopero consiste in un blocco totale dell'attività di raccolta rifiuti. Gli interessati sono ben 62 per quanto riguarda i comuni del Casertano, 3 invece quelli del napoletano; tutti insieme hanno fermato il percorso dei tir diretto verso la discarica di San Tammaro e all'ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere. A seguire anche gli impianti di Caivano e Tufino, dove scaricano buona parte del comune di Napoli e altri 47 Comuni della provincia. A rimetterci sono le strade cittadine, sempre loro e le persone che abitano nelle vicinanze. Lo scenario è di degrado assoluto, enormi montagne nere di buste di rifiuti, scatolame, sacchetti sporchi e fetore che oramai ha contaminato l'aria delle zone e quelle limitrofe. E se il disagio evidente è noto a tutti e si prova a contattare delle ditte private per attenuare il problema, dall'altra la protesta prosegue anche nel traffico automobilistico: a Caianiello, precisamente in prossimità del casello autostradale Milano-Napoli, sulla statale Caserta-Napoli e una protesta di tir immobili davanti al vialone della Reggia. Il problema riguarderebbe la posizione dei lavoratori senza stipendio, che dovrebbero passare nelle società provinciali nate dopo il decreto Bertolaso, la Sapna per Napoli e la Gisec di Caserta. Queste società devono gestire i rifiuti, ma il passaggio avverrà solo nel 2011.

Nel frattempo le province di Napoli e di Caserta hanno nominato un soggetto liquidatore, Gianfranco Tortorano, affinchè controlli debiti e crediti pregressi. Intanto il commissario Giliberti di Caserta e presidente della società competente, spiega come la provincia abbia anticipato circa 5 milioni per lo stipendio nel mese di Gennaio, solo che ora non è possibile usufruire di ulteriori risorse. Su un altro fronte c'è anche un'altra protesta, quella del PD, ricordando alla maggioranza come l'emergenza non è mai scomparsa, ma soltanto rinviata. Emblematico il tour di Rosy Bindi, che scesa dalla macchina durante il suo tour elettorale nel Casertano, ha fotografato i mucchi di spazzatura che facevano da contorno al suo viaggio. Da una parte ci sono ancora le macerie all'Aquila, invece in Campania c'è ancora la spazzatura, un taglio netto del Governo alle risorse degli enti locali con in più la sottrazione di due miliardi di euro ai fondi per le aree sottosviluppate sono cose che pesano troppo nell'emergenza rifiuti. In sintesi questo il pensiero della Bindi, ricordando come siano più importanti per tutti i problemi di giustizia del Premier, che il risolvere emergenze per il bene dei cittadini.

E' stato sollecitato inevitabilmente anche il Dipartimento della Protezione Civile guidato da Bertolaso, che nonostante non si occupi più del caso, ha replicato "Dopo la chiusura di un'emergenza durata oltre 15 anni, ad oggi è attivo il termovalorizzatore di Acerra e cinque discariche, tutti impianti realizzati dalla struttura del sottosegretario che garantiscono quotidianamente lo smaltimento dei rifiuti prodotti in una regione". Intanto a Napoli si è tenuta una riunione in prefettura, con il Dipartimento di Bertolaso presente, dove è stato messo come punto d'accordo, coinvolgendo tutte le amministrazioni interessate, un percorso amministrativo con l'obiettivo di assicurare velocemente il pagamento delle retribuzioni maturate dagli operatori del settore rifiuti, che oggi sono in sciopero. Già, più velocemente possibile visto che l'immondizia sta resuscitando lentamente da sotto terra.


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Fonte:
La Repubblica Napoli Edizione 17 Marzo
Il Fatto Quotidiano 17 Marzo

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1 commenti to " Campania., la monnezza torna ad invadere le città ma nessuno ne parla "

  1. www.d-o-c.it

    Di fronte a tutta questa politica-spazzatura, vorrei segnalarvi questa bellissima CAMPAGNA NON CONVENZIONALE che riguarda il rapporto tra Roma, i cittadini e l'ambiente. Sono stati utilizzati tutti materiali eco-sostenibili come foglie di legno appese ai lampioni e stencil disegnati non con terribili bombolette spray ma con materiale biologico (come l'argilla e l'acqua).

    www.d-o-c.it 

    http://www.flickr.com/photos/giovannicarapella/4431706649/in/set-72157623493637555/

    La campagna è stata promossa da Giovanni Carapella, urbanista e architetto nelle liste del Pd per le prossime regionali del Lazio.

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