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Treviso. Muraro choc: «Meridionali sanguisughe, assumete solo locali»

TREVISO - Gabbie salariali o buste paghe territorializzate. Cambiano i termini ma non la sostanza: l’idea resta quella di pensare e parametrare gli stipendi dei lavoratori in base al costo della vita nel contesto che li circonda. L’argomento, proposto dalla Lega Nord ha acceso la discussione a livello nazionale, ma ora anche la Provincia vuole fare la sua parte.

«In base ai dati che abbiamo è giusto pensare alla formulazione di salari differenziati – annuncia il presidente Muraro – ci incontreremo con i sindacati per cercare un accordo e stilare un documento comune sulla necessità di parametrare gli stipendi dei cittadini al costo della vita rilevato nella Marca». Con il numero uno di viale Battisti che non intenderebbe tagliar fuori dalla revisione delle buste paga nessun lavoratore: dipendente, pubblico o precario.

Per Muraro l’ammontare di uno stipendio, anche per lo stesso lavoro, non può essere uguale da Palermo a Treviso, perché diversi sarebbero i costi, anche sociali, con cui i cittadini sono costretti a misurarsi una volta chiusa la porta dell’ufficio o abbassata la serranda della fabbrica. In linea con il pensiero del Carroccio, nei prossimi giorni proverà a convincere anche le associazioni di categoria e i sindacati provinciali della bontà dell’idea rilanciata dai ministri Bossi, Calderoli e Tremonti.

«Al nord la vita costa mediamente il 20 per cento in più di quanto non costi al sud: solo i parametri diversi consentirebbero di far corrispondere il livello degli stipendi al reale costo della vita», spiega Muraro.
E che il costo della vita tra una parte e l’altra del Paese sia diverso lo confermano i dati della Banca d’Italia, dell’Istat e dell’Eurispes. «Due mesi fa una rilevazione della Banca centrale ha stabilito che in generale al centro nord la vita costa circa il 16 per cento in più rispetto al sud – snocciola Muraro – l’Istat dice che tra i capoluoghi di provincia la differenza tra il settentrione e il meridione è addirittura del 37 per cento e, infine, l’Eurispes ha sottolineato che solo a Treviso i costi essenziali superano la media nazionale di ben 11 punti percentuali».

La differenza, ancora una volta, correrebbe tutta tra le buste paga del settentrione e quelle del meridione. Sulla quale, secondo la Provincia, adesso incidono anche le scorciatoie cercate dai lavoratori extracomunitari.
«Gli immigrati incidono sui salari perché portano una concorrenza sleale ai trevigiani: accettano la riduzione della paga, lavorando con meno professionalità, perché poi mandano a casa i soldi dove hanno un valore ben diverso – evidenzia il presidente – questo sistema sta drogando il mercato e purtroppo c’è qualche imprenditore che ne approfitta: per questo invito tutte le imprese ad assumere persone trevigiane».

Il rischio, però, a conti fatti, e con stipendi effettivamente diversificati, è che i lavoratori del sud si comportino allo stesso modo alimentando una migrazione interna mai sopita. «Ma è proprio per questo che invito ad assumere trevigiani – taglia corto Muraro – i meridionali vengono qua come sanguisughe, e per gli statali poi è ancora peggio perché fanno un mordi e fuggi, e poi chiedono il trasferimento che diventa un privilegio per tutta la vita».

Fonte: Gazzettino.it
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