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Leghisti e berlusconiani bravi razzisti di provincia


Ogni tanto l’opinione pubblica, o almeno quello che rimane, si desta dal suo torpore e pare indignarsi davanti al sindaco leghista di Adro che vieta la mensa ai bambini delle famiglie morose oppure per l’operazione White Chrystmas, la simpatica caccia all’immigrato del comune di Coccaglio organizzata per festeggiare il Santo Natale. Ma sono solo i casi più clamorosi quelli che bucano la cortina della censura e del conformismo informativo. Se si va sul territorio, infatti, gli atti amministrativi delle giunte leghiste e del pdl esplicitamente discriminatori nei confronti degli stranieri sono molti di più, magari hanno un minor impatto mediatico ma non sono affatto meno gravi.

Anzi. C’è una proliferazione di delibere di comuni più o meno grandi e importanti, governati dalla Lega e dagli amici berlusconiani, che violano esplicitamente la nostra Costituzione e i diritti fondamentali di ogni persona. Discriminazioni e razzismi Così, dopo aver sentito il ministro Carfagna ad Annozero esprimersi nettamente contro tutte le discriminazioni, abbiamo deciso di fare un giro nella provincia di Brescia, territorio leghista e cattolico che più non si può, per vedere che aria tira. In questa raccolta d’informazioni ci aiutano la Cgil e l’Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) che raccoglie avvocati e studiosi in prima fila nella lotta contro le discriminazioni e il razzismo.

Il tabellone che pubblichiamo nella pagina seguente riassume tutti i casi di delibere amministrative delle giunte leghiste e del pdl che sono state impugnate dalla Camera del lavoro di Brescia che ha vinto tutte le cause avviate e pure tutti i ricorsi. Perchè quando uno è razzista è pure così stupido da insistere nel suo errore. Partiamo dal capoluogo: Brescia, già capitale dell’industria e cattedrale operaia. Il comune ha lanciato nel 2008 un bando per l’erogazione del bonus bebè, riservando però il contributo di mille euro solo ai figli di italiani.

La Cgil ha presentato ricorso per discriminazione e ha vinto. Il sindaco Adriano Poli, pdl, sodale della Compagnia delle opere, ha contestato cinque volte la sentenza e cinque volte ha perso. Il comune di Ospitaletto, sindaco Giorgio Prandelli (pdl), è stato sconfitto due volte perchè pretendeva che i cittadini stranieri rifugiati politici presentassero un certificato penale del paese di origine (oltre a dimostrare di avere un reddito minimo di 5000 euro) per ottenere l’iscrizione all’anagrafe.

Fonte: Unita.it

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