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Berlusconi a Calabria: "batteremo la mafia. I lavoratori lo contestano


MILANO - «Siete contenti che abbiamo portato qui il Cmd? Così vi facciamo vedere quello che stiamo facendo contro la criminalità». Piccolo fuori programma di Silvio Berlusconi al suo arrivo alla prefettura di Reggio Calabria: il premier si è avvicinato a diverse persone assiepate dietro le transenne e ad alcuni giovani che lo accoglievano con grida di incitazione ha rivolto queste frasi, per sottolineare il motivo della decisione di tenere un Consiglio dei ministri straordinario in Calabria. Tra i punti principali all'ordine del giorno ci sarà il piano straordinario contro le mafie. Non solo fan però per il capo del governo. Così come avvenuto per il pullman che ha portato i ministri, anche il corteo di auto del premier è stato infatti anche contestato da diversi manifestanti che hanno protestato lungo l'ingresso posteriore della prefettura. Davanti al portone principale, invece, la maggior parte delle persone presenti ha applaudito il Cavaliere al suo arrivo. Berlusconi, stretto fra le sue guardie del corpo, si è avvicinato alle transenne attratto dalle grida di incitazione e dagli applausi e si è concesso alle foto di alcuni sostenitori.ù

LA PROTESTA DEI LAVORATORI - Tra i contestatori del premier, i lavoratori di varie aziende a rischio licenziamento e alcuni che già sono in cassa integrazione. «La nostra azienda non ha più accesso al credito e sta per chiudere. Siamo un centinaio», ha detto il capo delegazione della De Masi costruzione alla Reuters. «In due anni 500 persone hanno perso il posto di lavoro», ha detto uno dei portuali di Gioia Tauro: «Siamo qui a chiedere un intervento serio al governo. La 'ndrangheta si sconfigge con il lavoro, non solo con le chiacchiere e potenziando le forze di polizia. Se non c'è occupazione la manovalanza della mafia crescerà».

«PIANO ANTIMAFIA, MANTERREMO LE PROMESSE» - «La riunione a Reggio Calabria del Consiglio dei Ministri è un'altra promessa mantenuta. Il governo, con questo gesto, ribadisce che anche in Calabria lo Stato c'è» ha detto il premier in un messaggio ai calabresi pubblicato dal quotidiano La Gazzetta del Sud, in occasione della riunione del Cdm a Reggio Calabria. «Mai prima d'ora - ha scritto Berlusconi - sono stati raggiunti risultati così incisivi negli arresti dei latitanti più pericolosi, nei sequestri e nelle confische di beni della 'ndrangheta, nello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. La sconfitta della 'ndrangheta e di tutte le altre mafie costituisce per noi l'emergenza più importante, in assoluto. Per questo dobbiamo ripristinare il controllo dello Stato su tutto il territorio, come premessa indispensabile per la riuscita degli interventi sull'economia e sulle infrastrutture che abbiamo già predisposto e in parte già avviato. L'istituzione a Reggio Calabria dell'Agenzia per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata - ha aggiunto il presidente del Consiglio nel suo messaggio ai calabresi - fa parte del nostro piano contro la 'ndrangheta, la mafia, la camorra e la criminalità pugliese, e ci permetterà di combattere le mafie con i loro stessi beni. Siamo impegnati in una lotta del bene contro il male. L'obiettivo del governo è di arrivare a una completa vittoria del bene - ha concluso il Cavaliere - e a una sconfitta definitiva del male. È una promessa. E, come sempre, la manterremo».

Fonte: Corriere.it
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