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Parlamentari nell’inchiesta sulla sanità di Bari

ROMA - Tre o quattro par­lamentari sono coinvolti nel­le indagini sulla corruzione nella sanità pugliese. È quan­to hanno rivelato i magistrati alla delegazione della Com­missione d’inchiesta del Se­nato, che due giorni fa è an­data in missione a Bari per raccogliere materiale e infor­mazioni.

Un veloce blitz. I se­natori prima hanno incontra­to in Regione il governatore Nichi Vendola e l’assessore al­la Sanità, Tommaso Fiore. E poi si sono recati dai pm del capoluogo pugliese che stan­no conducendo le indagini.

«È stata un’audizione ami­chevole ed è stata utile, mol­to utile», hanno detto i parla­mentari. L’incontro è durato poco più di un’ora. E dopo le formalità di rito, è arrivata — secca — la domanda di Giuseppe Astore, dell’Italia dei valori, vicepresidente del­la Commissione. «Ci sono po­litici coinvolti?», ha chiesto il senatore, che ha ricevuto l’in­carico da Ignazio Marino (presidente della Commissio­ne) di coordinare i lavori a Bari. Dopo un attimo di gelo, i pm hanno risposto: «Ci so­no molti esponenti locali col­lusi. E anche dirigenti nazio­nali ». Astore allora — come hanno riferito alcuni dei par­tecipanti — ha incalzato i ma­gistrati. «Ci sono anche parla­mentari coinvolti nell’inchie­sta? ».

«Tre o quattro», la re­plica dei magistrati Giuseppe Scelsi e Roberto Rossi, men­tre gli altri due pm, Lorenzo Nicastro e Desirée Digeroni­mo ascoltavano. I nomi non sono stati fatti. Anche perché l’incontro è sta­to preliminare. Entro un paio di settimane ci dovrebbe es­sere un secondo round sena­tori- procura. Per adesso i pm hanno consegnato un’ampia documentazione alla Com­missione: si tratta delle carte relative a quattro delle diver­se inchieste in corso, ma da quanto emerso non ci sareb­bero atti secretati, «ma tutti documenti già a disposizio­ne dei legali. Si tratta di mate­riale necessario per inquadra­re il problema a livello gene­rale », hanno spiegato in pro­cura. «Ci hanno dato sponta­neamente alcuni documenti — ha confermato al termine della riunione lo stesso Asto­re —, è stata solo una presa d’atto, in un clima di recipro­ca collaborazione.

C’è un po­ol che lavora con discrezione e che mi sembra anche molto equilibrato nel suo lavoro. Hanno raccontato su che co­sa vertono le indagini che stanno eseguendo, con i do­vuti segreti e i dovuti distin­guo, come è normale che sia». E appunto fra «i dovuti se­greti » ci sono anche i nomi dei parlamentari coinvolti, che secondo le indiscrezioni dovrebbero essere di entram­bi gli schieramenti (pare due o tre del Pdl, uno del Pd). L’accordo verbale è che i pm, dopo aver effettuato verifi­che sul ruolo di questi parla­mentari, sveleranno i nomi alla Commissione, qualora ri­tengano che ci siano «ele­menti probanti a loro carico per andare avanti con l’in­chiesta » .

«A noi in questa fase i no­mi non interessano — ha spiegato Lionello Cosentino, del Pd —, perché vogliamo solo capire come funzionano i meccanismi della corruzio­ne, in Puglia come in altre Re­gioni, per poi formulare pro­poste di interventi legislativi e migliorare l’efficienza del si­stema. Non intendiamo sosti­tuirci alla procura». In realtà la Commissione ha pieni po­teri. E il vicepresidente Asto­re ha già detto ai pm che nel prossimo incontro vuole i no­mi. I senatori hanno dunque dato tempo alla procura di ef­fettuare altri accertamenti. Ma poi o risulteranno ele­menti certi (e a quel punto la Commissione vuole venirne a conoscenza), oppure si de­ve bloccare lo stillicidio di vo­ci e illazioni sul coinvolgi­mento di politici e parlamen­tari. Una linea questa condivi­sa a quanto pare anche dai se­natori del Pdl che fanno par­te della Commissione stessa e che a Bari erano rappresen­tati da Michele Saccomanno.

Fonte: Corriere.it
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