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Berlusconi attacca Repubblica: "Repubblica un super-partito perciò non ho risposto alle 10 domande"

ROMA - Dopo lo scontro con l'Unione europea l'attacco frontale a Repubblica, al suo direttore e al suo editore. Silvio Berlusconi da Danzica non dimentica le sue difficoltà in patria e tenta l'affondo contro il giornale di diretto da Ezio Mauro, e alle dieci domande alle quali il premier non risponde da settimane.

"A questa gente non rispondo", dice il presidente del Consiglio al termine di una lunga passeggiata fra le gioiellerie della cittadina polacca. "Se queste domande - aggiunge - me le avesse poste (magari in modo diverso perché così sono insolenti, offensive e diffamanti) un giornale che non fosse un super partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale, avrei risposto". Anche perché, sottolinea, "non avrei nessuna difficoltà a farlo".

Tranne a quella sulla salute, precisa sorridendo, ma solo perché chiaro che "non sono malato, anzi sono Superman". Il 'la' per parlare delle vicende private lo fornisce lui stesso riferendo di una conversazione avuta a margine delle cerimonie con il premier polacco Donald Tusk. "Siccome alcuni giornali italiani mi hanno fatto una pubblicità molto positiva - ironizza - allora trovo che sia assolutamente normale dire quale è la realtà ai miei colleghi". Berlusconi ripete, nonostante le tante testimonianze che dicono il contrario, la sua versione dei fatti: "Non ho mai frequentato minorenni, tantomeno la signorina Letizia; non ho mai dovuto dare soldi a una meretrice; ed infine non ho mai partecipato nè tantomeno organizzato festini". Solo delle "menti malate", sottolinea, possono immaginare cose del genere".

Purtroppo però, prosegue, certa stampa italiana con la complicità di "giornali amici" all'estero "mi costringe a mettere dei punti sulle 'i'". Non che i leader stranieri mi chiedano di queste cose, precisa sorridendo, "ma ogni tanto magari fanno dei complimenti circa la mia vivacità, sul mio fascino...".

E se l'attacco a Repubblica è diretto e violento qualcosa da ridire il Cavaliere ce l'ha anche sul Corriere della Sera, ma quello del 1939. Berlusconi ricorda come il Corsera applaudì "alla reazione della Germania nazista all'espulsione di una minoranza di tedeschi dalla Polonia. Fu la scusa con cui Hitler invase il Paese e il giornale di via Solferino, dice Berlusconi, titolò "fantastica operazione umanitaria". "Bravi", aggiunge ironico. Del caso Avvenire che lo ha visto finire nel mirino delle gerarchie ecclesiastiche e del mondo cattolico nel suo complesso dice di non voler parlare : "Non ho mai detto una cosa negativa o dato un giudizio bacchettone", spiega.

Fonte: Repubblica.it
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