Una protesta che raccoglie anche il malumore di molti commercianti della zona, che vivono quelle passeggiate come un'offesa alla memoria della città. I dimostranti, molti dei quali indossavano la kippah, il copricapo usato abitualmente dagli ebrei, hanno protestato in modo pacifico e ordinato: nessun momento di tensione con i militari che presidiano, giorno e notte, l'abitazione in cui risiede l'ex capitano delle SS. Le
E ancora: "Perché non dimentichiamo che Priebke ha personalmente torturato, ucciso, incaricato di uccidere e di torturare donne e uomini di ogni età e di ogni credo religioso. Perché sono passati 70 anni e le ferite non si sono rimarginate e non si rimargineranno mai". Quello che non si tollera, è il fatto che l'ex ufficiale delle SS esca sempre più spesso dalla sua abitazione: "Non vogliamo e non possiamo accettare che un assassino, un nazista condannato all'ergastolo, possa girare indisturbato per le vie di Roma. Non possiamo tollerare che lo Stato italiano, il nostro Stato italiano, permetta ad un pluriomicida, assassino, di fare la vita di un vacanziere in pensione, scorrazzando indisturbato nella città, come un normale cittadino".
E non manca un riferimento alla fuga di un criminale nazista: "Siamo qui perché non dimentichiamo che il 15 agosto 1977, un altro criminale nazista, Herbert Kappler, fu fatto fuggire indisturbato. Loro malgrado, il popolo ebraico non è svanito nei forni crematori di Auschwitz o nelle Fosse Ardeatine. Noi siamo qui, vivi a chiedere giustizia".
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