Ancora un suicidio
Iaria "si è impiccato nella Sezione adibita a 'Casa di Lavoro" riferisce l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere (di cui fanno parte Radicali Italiani, le Associazioni 'Il Detenuto Ignoto', 'Antigone', A 'Buon Diritto', 'Radiocarcere','Ristretti Orizzonti'), che ricorda come nella stessa Sezione, lo scorso 7 gennaio, si sia impiccato il 28enne Antonio Tammaro.
"Entrambi - prosegue l'Osservatorio - si trovavano reclusi non per scontare una pena ma perché sottoposti a una 'misura di sicurezza detentiva', quella appunto dell'internamento in Casa di Lavoro". Ma le coincidenze tra i due suicidi non terminano qui. "Sia Iaria che Tammaro si sono uccisi la notte successiva al loro rientro da un permesso trascorso con i familiari - sottolinea la nota dell'Osservatorio -, ai quali non avevano manifestato nessun segno di particolare disagio".
"Le ragioni degli ultimi suicidi, quello di Iaria e Tammaro, sono da ricercarsi proprio nelle condizioni disperanti dell'internamento nella Casa di Lavoro dove, nonostante il nome, di lavoro non ce n'è proprio e ai disagi del carcere, come il sovraffollamento (nella Sezione dei suicidi ci sono oltre 200 persone, stipate in 100 posti), si aggiungono quelli di una 'pena impropria', che viene 'aggiunta' a quella comminata per la commissione di un reato se il condannato è ritenuto 'socialmente pericoloso'".
L'Osservatorio ricorda tra gli 11 suicidi del carcere di Sulmona anche quelli della direttrice Armida Miserere, che si tolse la vita il 19 aprile del 2003 sparandosi un colpo di pistola alla testa, e del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, trovato nella sua cella il 16 agosto 2004 con un sacchetto di plastica in testa stretto alla gola da lacci per le scarpe. In tutti gli altri casi i detenuti si sono impiccati.
Fonte: Repubblica.it
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