SPARI E SASSAIOLA - In precedenza alcuni abitanti di Rosarno avevano raggiunto la zona antistante il municipio ed erano venuti a contatto con gli immigrati. Un uomo ha sparato dal terrazzo della sua casa due colpi di fucile in aria per difendere la moglie e le figlie che guardavano dal balcone, contro le quali erano stati lanciati sassi da alcuni immigrati che stavano transitando in corteo. Dopo i colpi, alcuni immigrati sono entrati nell'abitazione ma per protestare vivamente. Sassi anche contro una troupe del Tg2 e il giornalista Francesco Vitale, senza conseguenze.
INCIDENTI - La situazione è molto tesa e viene seguita con molta attenzione da polizia e carabinieri. Ci sono stati momenti di tensione tra un gruppo di abitanti e le forze dell'ordine dopo che un giovane era stato fermato perché stava litigando con un immigrato davanti al municipio. Gli animi si sono calmati dopo che il giovane è stato rilasciato. I negozi e le scuole sono rimasti chiusi dopo gli atti vandalici della sera scorsa. Dopo la battaglia di venerdì sera, agli immigrati si sono aggiunti altri gruppi provenienti dai centri vicini.
IL COMMISSARIO PREFETTIZIO - «La situazione è grave, è pesante», ha ammesso il commissario prefettizio Domenico Bagnato. «Ho parlato con i migranti e ho detto loro che faremo tutto il possibile per proteggerli. Ma ho anche specificato che non devono confondere l'attacco da parte di singoli con l'atteggiamento di tutta la cittadinanza». Bagnato ha aggiunto che un nuovo incidente potrebbe innescare nuove tensioni. «Sono preoccupato per la reazione violenta degli immigrati, che vengono sfruttati con l'alibi che la crisi dell'agricoltura non permette di utilizzare manodopera regolare».
MARONI: «TROPPI CLANDESTINI» - Secondo il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato da Mattino 5 su Canale 5, «in questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, l'immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno». Il capo del Viminale ha spiegato che «a Rosarno stiamo intervenendo con i mezzi e i tempi necessari». Nel paese della Calabria c'è «una situazione difficile, così come in altre realtà. Per ora abbiamo posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalità le situazioni».
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'NDRANGHETA - «Il problema degli immigrati è collegato a quello della 'ndrangheta», ha detto don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente in Calabria dell'associazione antimafia Libera di don Ciotti. «C'è uno sfruttamento pilotato da parte della criminalità e questo a causa dell'assenza dello Stato, che deve tornare a intervenire. Qui c'è una gara quotidiana di solidarietà da parte dei cittadini per aiutare gli immigrati, ma la carità non basta: dà un conforto ma non risolve i problemi alla radice».
«SIAMO STUFI» - «Quello che sta succedendo a Rosarno è intollerabile e la cittadinanza non lo accetta più», ha detto l'ex assessore alla Protezione civile Domenico Ventre. «A Rosarno gli immigrati sono continuamente assistiti e aiutati e la loro reazione di fronte all'episodio isolato che è successo giovedì è assolutamente sproporzionata. Non possiamo accettare che queste persone devastino il nostro paese suscitando paura tra gli abitanti. La cittadinanza ha gli stessi diritti degli immigrati»
Fonte: Corriere.it
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