LO SCIOPERO - I lavoratori sono scesi in piazza per sollecitare la ricapitalizzazione dell'azienda che ha debiti per circa 180 milioni di euro e rischia di fallire. Al corteo che si è mosso da piazza Castelnuovo e ha raggiunto Palazzo delle Aquile, sede del Comune, hanno aderito la maggior parte dei lavoratori Amia sotto le sigle sindacali di Cisl, Uil e Confsal. Dopo la manifestazione i sindacati hanno avuto un incontro con il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna.
«APPROVARE LA RICAPITALIZZAZIONE» - «Adesso - ha detto il segretario generale della Cisl di Palermo Mimmo Milazzo al termine del corteo - ci appelliamo al senso di responsabilità dei gruppi consiliari e di tutte le forze politiche del Consiglio comunale affinchè il bene dell'Amia venga anteposto agli interessi di partito. La ricapitalizzazione dell'azienda che assicura l'igiene ambientale a Palermo è un primo passo verso il riordino delle società partecipate del Comune di Palermo per le quali auspichiamo che a gennaio venga aperto un tavolo di confronto». Lo sciopero ha riguardato il turno mattutino, la fascia che va dalle 4 a mezzogiorno, ed è stato organizzato da Cisl, Uil e sigle autonome, mentre non hanno aderito Cgil e Ugl. Domenica, dopo il turno straordinario di raccolta (quello notturno è andato però deserto), la situazione in alcune zone è migliorata, ma in altre no.
L'AMIA E I DEBITI - I debiti dell'azienda ammontano a 180 milioni di euro, di cui una settantina sono crediti da parte degli Ato che conferiscono i rifiuti nella discarica palermitana di Bellolampo. Ottocentomila euro è il deficit mensile dichiarato dall'Amia dopo il cambio dei propri vertici, mentre fino alla scorsa estate il rosso si aggirava intorno ai tre milioni mensili.
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