Gli ha fatto subito eco il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, il quale ha assicurato che la polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l'aggressione di Massimo Tartaglia. Il tentativo è cercare di risalire agli eventuali responsabili della "campagna d'odio" che corre lungo la Rete. "Ci sarà un monitoraggio di questi siti", ha affermato Mantovano.
"La nostra polizia postale e le altre forze di polizia, con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa, cercheranno di capire e di individuare chi ha lanciato messaggi di minaccia o di odio. Ci proviamo - ha aggiunto - già altre volte si sono avuti risultati. Lo sforzo sicuramente ci sara".
Alla domanda, poi, se la "campagna d'odio" sia stata alimentata anche dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza, Mantovano ha così risposto: "Prendendo in prestito quanto affermato dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che ha parlato di "modalità inusuale, ci siano trovati di fatto in una partita, cioè il processo d'appello a Dell'Utri, di cui stava per essere fischiata la conclusione, quando al 93° minuto viene fatto scendere in campo un aspirante collaboratore di giustizia, che dice cose che non erano state riscontrate. Tutto ciò in un'udienza, che ha somigliato ad una mega-conferenza stampa da parte di un soggetto il cui curriculum è noto a tutti".
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