A difesa del direttore si schiera compattamente il centrodestra. Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ritiene che l'editoriale contestato sia «compatibile con il servizio pubblico e con il suo ruolo di responsabile del Tg1». «Penso che il direttore del Tg1 - ha detto Romani a margine di una conferenza stampa Rai sul digitale terrestre, a sei giorni dallo switch off di Roma - abbia la possibilità di fare editoriali. Il fatto che i cittadini possano vedere in faccia il direttore del Tg più seguito dagli italiani e che egli stesso, con la cautela e il garbo istituzionale che ha usato ieri, esprima un'opinione su uno dei fatti più rilevanti, è compatibile con il servizio pubblico e con il fatto che diriga il suo Tg». Il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, ritiene che «la sinistra lo vuole imbavagliare» e sulla stessa linea è il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: «La reazione immediata e virulenta, a più voci, della sinistra csvela la voglia di censura che abita nelle stanze dell'opposizione». L'intervento di Minzolini non è dispiaciuto neppure alla Lega: «Che l'aria al Tg1 fosse cambiata era evidente da tempo - è il commento di Davide Caparini -, l'editoriale del direttore è una boccata di ossigeno e di giornalismo libero, coraggioso ed indipendente. Continui così».
Critico invece il presidente del Cda Rai, Paolo Garimberti: «Ho già detto a suo tempo quello che penso degli editoriali nei telegiornali. Mi pare che 'ripetita... non juvant'».
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