Home � , � Se la corruzione diventa politica

Se la corruzione diventa politica


"Berlusconi ha certamente vinto. Sarebbe assurdo negarlo e inutile disquisire con acrimonia, in questo momento, sul modo in cui ha sconfitto i suoi avversari". Sergio Romano, in un editoriale di prima pagina sul Corriere della Sera.

La corruzione diventa un "modo" di fare politica. La denuncia della corruzione diventa "acrimonia". Sarà questa la "moderazione" tanto cara al buon de Bortoli?

Quando parliamo di distorsione del senso delle parole, funzionale alla mutazione della percezione della realtà, ci riferiamo a contributi come questo. La preoccupazione di Sergio Romano è di analizzare con realismo la rozza materia dell'attualità politica, senza caricare i toni. L'effetto culturale è di contribuire alla normalizzazione di un fenomeno politico che ha spinto la corruzione fino all'eversione, generando assuefazione.

Anche il finale dell'articolo è degno di nota. Ora B. rinunci ai lodi e all'attacco alla magistratura, suggerisce Romano, concentrandosi semmai sulla riforma della giustizia. A uno sguardo poco attento, l'appello sembrerebbe ispirato al buon senso. In realtà è un nitido frammento della consueta ipocrisia, poiché chi lo firma finge di non sapere (se n'è accorto perfino Fini) che il perseguimento dell'impunità, per sé e per i membri del clan, è la pulsione prioritaria di quel soggetto.

Di stratagemmi impunitari ne commissionerà quanti gliene servono fino alla risoluzione definitiva delle sue grane con la legge. La diffamazione della magistratura proseguirà fino a quando ci sarà un processo pendente sugli uomini del clan. L'eversione quotidiana non è un optional per questi black blok della politica.

Se trovi i nostri articoli interessanti, Clicca sul "Pollice Ok"

fonte: pieroricca.org
---Se hai trovato interessante l'articolo iscriviti ai feed via mail per rimanere sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog
vota su OKNotizie

0 commenti to " Se la corruzione diventa politica "

Leave a comment