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Dall'Onu 40 miliardi di dollari per la salute di donne e bambini


NEW YORK - Il vertice dell'Onu sulla povertà si chiude con l'annuncio di uno stanziamento record: 40 miliardi di dollari per migliorare la salute delle donne e dei bambini nel mondo. Lo ha annunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Il provvedimento permetterà di salvare, secondo Ban, 16 milioni di vite entro il 2015: "Conosciamo ciò che serve per salvare la vita delle donne e dei bambini - ha detto il segretario generale al termine del vertice Onu a New York- e sappiamo che le donne e i bambini sono un elemento determinante per raggiungere gli obiettivi del millennio per lo sviluppo".

Secondo l'Onu, adoperarsi per la salute di donne e bambini riduce la povertà, stimola la crescita economica e costituisce un diritto fondamentale dell'uomo. Paesi come l'Afghanistan e lo Zambia, ma anche l'Australia, la Gran Bretagna, la Cina, la Francia, l'India, il Giappone, la Russia e gli Stati Uniti, participano a questa iniziativa.
Tra i donatori ci sono gli uomini più ricchi del mondo - Bill Gates (Stati Uniti) e Carlos Slim (Messico) - e le più grandi Ong, come Amnesty International, e multinazionali, come The Body Shop, LG Electronics e Pfizer.
Per il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, investire sulla salute di donne e bambini "merita di essere in testa al nostro ordine del giorno per lo sviluppo".

I tre punti di Frattini. Oggi, poi, il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, affronterà a margine dei lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu tre dossier: la messa al bando delle mutilazioni genitalia femminili, la riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e i rapporti Nato-Russia.

Il primo obiettivo per il ministro degli Esteri è riuscire a far approvare la prima risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili, per abolirle entro il 2015. Frattini co-presiederà una ministeriale insieme all'omologo egiziano Ahmed Abdul Gheit, cui parteciperà anche la collega delle Pari Opportunità, Mara Carfagna.

Un'altra delle priorità per il titolare della Farnesina è il tentativo di dipanare il nodo della riforma del Consiglio di Sicurezza. Riforma che per l'Italia deve escludere l'allargamento ad ulteriori membri permanenti con diritto di veto (oltre agli attuali Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) come invece vorrebbero i cosidetti 'G4', Germania, Brasile, India e Giappone. Il governo italiano, capofila dell'iniziativa 'Uniting for consensus' punta a seggi non permanenti, di più lunga durata (oltre gli attuali 2 anni), privi del diritto di veto ed eletti dall'Assemblea Generale. Il tutto con un Consiglio più aperto e trasparente e che operi con un legame più stretto con l'Assemblea Generale.
Tra i criteri che Frattini cercherà di far adottare, oltre al maggiore rilievo da dare alle organizzazioni regionali, c'è la valorizzazione di aree sottorappresentate come l'Africa. Il ministro punta oltre che al semplice criterio geografico, anche su quello demografico. Si tratta, in questo caso, di distinguere ad esempio tra i 41 Paesi piccoli, fino ad un milione di abitanti, cui toccherebbe un seggio, come ai 71 Paesi 'medi', fino a 10 milioni di abitanti. L'obiettivo finale della Farnesina è arrivare a un Consiglio di Sicurezza formato da massimo 25 membri ma senza nessun altro dotato del diritto di veto.

Sempre oggi verrà approfondito lo stato delle relazioni Nato-Russia in vista del cruciale Vertice della Nato di novembre a Lisbona.

Fonte: Repubblica.it

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